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Le difficoltà economiche tornano a farsi sentire dai consumatori italiani che prevedono di spendere meno nei prossimi mesi. Gli acquisti si indirizzeranno verso l’indispensabile e verso servizi e prodotti che gratifichino dopo le occasioni perdute durante la pandemia

Il cash è lo strumento più utilizzato nei punti vendita fisici, anche se la sua quota è diminuita rispetto al 2016: il valore rappresenta il 58% del totale, era al 68% nel 2016. Il 32% delle transazioni è effettuato con carte e il 10% con altri strumenti digitali. Ma la pandemia sta cambiando le cose

Presentato il 17° Rapporto Censis sulla comunicazione “I media dopo la pandemia”. Secondo i dati, gli italiani non vorranno più rinunciare a molti servizi online sperimentati nei mesi di lockdown, in particolare quelli della pubblica amministrazione, l’e-commerce e le consegne a domicilio

La ripartenza economica in atto potrebbe subire un rallentamento per le conseguenze di una crescita dei prezzi negli ultimi tre mesi dell’anno, con un riflesso anche nel 2022. Il rischio è collegato a un’ipotesi di incremento dell’inflazione e all’impatto sulle tasche degli italiani dell’aumento delle bollette energetiche

Lockdown, distanziamento sociale e soprattutto lo smart working stanno portando molte persone a lasciare i centri urbani in cerca di case più grandi, con ampi giardini, magari vicino al mare. È la Zoom economy a svuotare Milano, Roma, Parigi e Londra. Ma quanto durerà?

La riduzione dei momenti di socialità dovuta alle misure per contenere il Covid, ha un impatto sempre più pesante a livello mentale soprattutto sui ragazzi: è quanto emerge da un’indagine realizzata dalla Fondazione Italia Salute

Mentre emergono nuove tendenze, dalla voglia di ampi spazi casalinghi all’idea di una seconda casa anche per lavorarci da remoto, la fase peggiore per il mercato sta per passare e i più sostengono che le cose miglioreranno rapidamente. Decisiva l’economia delle grandi città

Cosa dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY

Dopo la sbornia estiva, quando le persone erano pronte a spendere di nuovo, forse convinte che il virus era stato sconfitto, la realtà della seconda ondata ha gettato un’ombra lugubre che rischia di allungarsi fino alle prossime feste