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Il settore della previdenza complementare risente dell'instabilità dei mercati finanziari scossi dal conflitto in Ucraina: nel primo trimestre del 2022, stando all'ultima nota statistica della Covip, il comparto registra rendimenti negativi e un lieve aumento delle posizioni aperte

Il regime transitorio varato dal Governo finisce nel mirino dell’esecutivo comunitario: nel suo ultimo Country Report dedicato all’Italia, l’organo guidato da Ursula von der Leyen prevede un sensibile aumento della spesa pensionistica. Bocciati anche “opzione donna” e lo stop all’adeguamento dell’età di pensionamento fino al 2025

Quasi 18 milioni di prestazioni, 1,3 milioni quelle liquidate lo scorso anno. La spesa complessiva dell’istituto ammonta a più di 218 miliardi di euro: l’importo medio dei trattamenti di vecchiaia si attesta a 1.285 euro al mese, ma più della metà degli assegni previdenziali non va oltre la soglia dei 750 euro

È il traguardo a cui potrà aspirare, secondo un rapporto dell’istituto, chi inizia adesso a lavorare in Italia. Sarà una delle soglie più alte al mondo, eppure la spesa pensionistica continuerà a mettere sotto pressione le finanze dello Stato

Il Governo è orientato a varare un regime transitorio che consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi. Confermate ape social e opzione donna, ma i sindacati chiedono uno sforzo in più

L’indagine conoscitiva delle commissioni parlamentari propone modifiche alla tassazione degli strumenti di previdenza complementare: via il sistema ETT e introduzione di un regime che tassa unicamente la prestazione finale. Le voci critiche, però non mancano

Nel mirino finiscono anche opzione donna e pensioni di reversibilità: solo così, secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione, sarà possibile contenere la spesa pensionistica e ridurre il peso del debito pubblico

Con l’annunciata fine dell’esperimento di quota 100, si apre il dibattito su un possibile intervento legislativo che possa garantire stabilità dei conti pubblici e, allo stesso tempo, flessibilità per i lavoratori in uscita: in discussione una possibile convergenza su quota 102 e quota 41

È quello che suggerisce il libro verde sull'invecchiamento demografico della Commissione Europea per garantire la sostenibilità a lungo termine dei diversi sistemi previdenziali. In Italia, molto probabilmente, la soglia sarà innalzata ulteriormente

Uno studio della Uil stima che le modifiche ai coefficienti di trasformazione, stabilite in un decreto del ministero del Lavoro dello scorso giugno, potranno portare a una decurtazione di 170 euro dell'assegno previdenziale per chi andrà in pensione nel 2021