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Nella classifica annuale dell’attrattività globale, stilata da The European House-Ambrosetti, il nostro Paese si conferma nella top 20, ma molto lontana dai risultati realizzati dagli Stati del nostro benchmark, cioè Germania, Francia e Spagna. Mercato del lavoro e arretramento dello stato di diritto le fragilità più evidenti

Per quanto il conflitto tra Ucraina e Russia sia limitato formalmente ai due paesi, le sue conseguenze ricadono a cascata su tutto il commercio globale. Anche le esportazioni italiane, che quest’anno sono attese in crescita, potranno subire impatti variabili a seconda dell’andamento e della durata della guerra. La divisione in blocchi geopolitici contrapposti è lo scenario peggiore

Il recente rapporto della Banca d’Italia disegna lo scenario sconfortante di una parte del Paese in cui le opportunità di crescita, per imprese e lavoratori, sembrano sempre più distanti. Lotta alla criminalità organizzata, Pnnr e fondi europei rappresenterebbero la chiave di volta per il Mezzogiorno

Crescono i rischi e diminuiscono il Pil e prospettive di una crescita duratura. Con le fiammate dei prezzi e la crisi ucraina, Banca d’Italia rivede in negativo lo scenario sui mercati finanziari. Resta solido il settore assicurativo

Su un settore già afflitto da ricavi in contrazione influiscono pesantemente fattori esterni come l’aumento del costo dell’energia e il blocco di alcune importazioni a causa della guerra in Ucraina; a questi si aggiunge, soprattutto al Nord, una lunga siccità invernale. Una risposta arriva dall’aumento della superfice coltivabile a mais, decretata dalla UE, e i finanziamenti del Pnrr per l’installazione di pannelli fotovoltaici

Nell’ultimo anno queste forme di collaborazione tra aziende sono cresciute del 13% e il numero dei soggetti che ne fanno parte del 10%. Indirizzate in prevalenza alle Pmi, aggregano ora anche grandi aziende e start-up, nella logica di poter affrontare temi come l’innovazione, la digitalizzazione, il Pnrr in forma condivisa

Entro il 31 marzo i bandi su scuola, rete ultralarga, digitalizzazione, gestione dei rifiuti, ma anche parchi, giardini storici e infrastrutture. Il piano italiano vale 191,5 miliardi

La crescita del Pil nel 2021 (+6,5%) è un record per l’Italia, ma lo è anche l’inflazione (+4,8%), anch’essa (quasi) un inedito. Bankitalia vede rosa per i prossimi anni, ma i rischi sono tanti e importanti: nel breve molto dipenderà dalla pandemia, mentre a medio termine decisiva sarà l’attuazione del Pnrr

Dicembre è il mese più importante dell’anno per i consumi, ma il livello di fiducia delle famiglie è in calo, complice l’ennesima preoccupante ondata di contagi, la nuova variante del virus e i rincari di beni e servizi essenziali. Dal 2009 al 2021, la spesa per i regali è crollata del 36%. Il turismo continua a soffrire

La Commissione Europea rivede al rialzo le stime di crescita per il nostro Paese, che avrà quindi uno sviluppo del Pil pari al 6,2% nel 2021. Meglio di noi solo la Francia, mentre Germania e Spagna escono ridimensionate. Restano i rischi legati alla pandemia e la debolezza della produzione industriale

Nel sesto rapporto sull’attrattività del Paese, stilato da The European House – Ambrosetti, l’Italia scivola al 20esimo posto, perdendo otto posizioni dal 2020. Pesa la pandemia, ma anche un generale deprezzamento dell’Europa. Il Next Generation EU potrà essere la base per un piano di politica industriale

È in convalescenza, si potrebbe dire, ma si temono ricadute. Gli ultimi numeri di Istat mostrano chiaramente quanta ricchezza sia stata persa nel 2020 e quanto il 2021 sia ancora un anno di fibrillazioni. Vanno meglio il reddito delle famiglie e il risparmio; male i consumi. L’incognita resta l’occupazione