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Nel solo 2020 hanno cessato l’attività 22mila esercizi nel settore della ristorazione e sono andati persi 242mila posti di lavoro. Ora l’Italia riapre ma, sottolinea Confcommercio, con grandi interrogativi sulla ripresa

Una ricerca promossa dal Laboratorio Rise dell’Università di Brescia evidenzia come la trasformazione digitale sia tema sentito dalle aziende, che si stanno appoggiando in particolare al piano di incentivi Transizione 4.0 per l’implementazione di processi innovativi. Ferma restando la necessità di affiancamento strategico, le risorse umane sembrano rappresentare il primo limite alla piena adozione delle nuove tecnologie

Il tradizionale osservatorio di Edenred fotografa un settore in continua espansione: il fenomeno del welfare aziendale supera bene la prova della pandemia e si impone come uno strumento fondamentale di integrazione al reddito

Pur in un contesto di difficoltà, 4 aziende su 10 hanno continuato a guardare avanti anche nel corso del 2020 e a prepararsi per affrontare la ripresa puntando sull’innovazione, in particolare negli ambiti Ict e ricerca e sviluppo

Complice l’impatto della pandemia sul mercato di settore, nel 2020 l’esportazione di cibi e bevande italiane ha superato la quota delle importazioni. Per continuare a mantenere la bilancia favorevole è necessario puntare sull’utilizzo della tecnologia nella filiera, ambito su cui chiedere il supporto del Next Generation Eu

Al trend complessivamente sfavorevole dell’occupazione delle donne contribuisce anche il calo del numero delle imprenditrici. Dopo sei anni di crescita, il 2020 si è chiuso con un saldo negativo di quasi 4000 aziende, concentrate soprattutto nei settori più esposti alla pandemia

I dati del terzo rapporto di Ubi Banca e Adapt evidenziano la crescita di contrattazioni collettive tese allo sviluppo delle relazioni industriali in funzione del benessere dei dipendenti. Un fenomeno che segue anche le trasformazioni economiche e demografiche provocate dalla pandemia

La politica dei ristori, adottata a sostegno delle aziende che hanno sofferto la sospensione delle attività a causa della pandemia, ha inciso pochissimo sulle possibilità di sopravvivenza di un tessuto produttivo fatto di micro e piccole realtà. Per sostenere la ripartenza è necessario che anche questi soggetti economici possano tornare quanto prima nelle condizioni di operare e garantire lavoro ai propri dipendenti

Le imprese della zona euro segnano una fase di espansione che dura da sette mesi, ma devono fare i conti con problemi di approvvigionamento dall’Asia e con i consumi che non ripartono. Se fino a oggi il manifatturiero ha in parte compensato le difficoltà del terziario, il rischio è che un prolungamento della crisi sanitaria arrivi a frenare definitivamente anche la produzione

Davines e Crédit Agricole Italia hanno sottoscritto uno stanziamento di risorse, garantito da Sace, che prevede un contributo dell’azienda alla piattaforma di raccolta fondi dell’istituto bancario correlato ai risultati attesi dall’operazione finanziata

Secondo uno studio di Bankitalia, nonostante la pandemia, il numero di piccole e medie imprese quotabili è ancora molto elevato e non si esclude una ripresa nel 2021

Dopo le crisi del 2008 – 2011 le Pmi hanno introdotto una serie di accorgimenti finanziari e parametri di controllo che hanno permesso lentamente di raggiungere nel 2019 un livello di salute delle aziende sostanzialmente positivo. Anche se i risvolti economici della crisi pandemica stanno avendo un impatto molto pesante sui rating e la solidità, si auspica che le prassi ormai consolidate consentano una rapida ripresa