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Il caso del Coronavirus ha evidenziato l’esigenza per le imprese di strutturare la propria attività in modo da prevedere alternative in caso di blocco della catena produttiva. La sospensione della produzione in Cina ha aperto una crisi sui sistemi di approvvigionamento globali, e su alcuni settori più in particolare, che avrà impatto minore per chi ha saputo gestire le minacce

Secondo un’analisi di Crif, la controgaranzia sui crediti del Fondo Centrale di Garanzia produce effetti positivi sulla sostenibilità del sistema; una certezza che può contribuire a sostenere le Pmi

Cresce il numero di passeggeri che si spostano integrando l’utilizzo di auto, treno, navi e aereo. Aumenta di poco il trasferimento di merci, che avviene sempre di più su gomma e lontano da un concetto di intermodalità

Sostenere l’investimento delle imprese in figure professionali di alto profilo. Con questa finalità nasce l’accordo tra la fintech Credimi e Openjobmetis

Paura e preoccupazione per la nuova ondata tecnologica caratterizzano operai e impiegati. Ottimiste invece le aziende. Dove cresce la tecnodisuguglianza, che può essere superata con gli strumenti di welfare aziendale. Come rivela il 3° Rapporto Censis-Eudaimon

Un recente report di Brand Finance ha pubblicato le classifiche dei brand a livello mondiale, da cui emergono aziende come Amazon e Ferrari. Si tratta di un asset immateriale dell’impresa che però assume un ruolo fondamentale per la sua affermazione sul mercato

Secondo l’Osservatorio Fieragricola – Nomisma l’Italia ha i cibi più sani e sicuri d’Europa, mettendosi già a livello delle richieste che saranno espresse nel programma europeo che sarà lanciato in primavera

Molto apprezzato, ma poco utilizzato e ancor meno conosciuto: è lo strano paradosso del welfare aziendale, fotografato in una ricerca condotta da Nomisma in collaborazione con la Cgil. Mancata capacità di intercettare i veri bisogni dei dipendenti e la predilezione per somme di denaro si impongono come le cause principali dello scarso utilizzo

Federprivacy analizza trenta paesi dello Spazio Economico Europeo mettendo in evidenza attività di controllo a due velocità in Europa. L’Italia è al primo posto per numero di provvedimenti, mentre il Regno Unito si distingue per la severità di azione. Mancano all’appello gli interventi da parte di Irlanda e Lussemburgo, dove risiedono molte multinazionali straniere che trattano dati personali su larga scala