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Quattordici specie viventi a rischio estinzione in un anno

Il Wwf lancia l’allarme: l’uomo ha accelerato di mille volte il tasso di estinzione di animali e vegetali. In Italia in pericolo l’orso marsicano, l’aquila del Bonelli, il gipeto, la lucertola delle Eolie e l’abete delle Nebrodi

La pesca illegale potrebbe presto provocare la morte degli ultimi 30 esemplari di vaquita, una specie di delfino presente nel golfo della California. I bracconieri potrebbero invece abbattere in poco tempo i 70 leopardi dell’Amur, una regione che si estende tra Mongolia, Cina e Russia. Pochi mesi per un danno irrimediabile alla biodiversità del pianeta. Il Wwf ha pubblicato una mappa delle specie che potremmo non vedere più entro il Natale 2018. Sono 14 in totale, in soli dodici mesi. Per salvarle ci vorrebbe una nuova Arca di Noè. Al posto del diluvio universale, il cinismo degli affari economici dell’uomo che non sembra non avere ostacoli. Sull’isola di Sumatra in Indonesia sono rimasti meno di 250 esemplari di rinoceronte, il cui corno è considerato benefico per la salute dell’uomo. Meno di 50 kouprey, grossi bovidi selvatici, vivono tra Cambogia e Laos, messi a rischio dalla fame della popolazione locale e dal commercio delle sue carni. Il lupo rosso, nel Nord Carolina, conta meno di 150 esemplari, in faticosa ripresa visto che nel 1980 venne dichiarata estinta. In Europa Centrale, rischia il chiurlottello, un uccello che sta diventando così raro che è conteso tra i fotografi naturalisti. A metterlo in pericolo la somiglianza con altre specie cacciabili e trasformazione delle aree umide e steppe a causa dell’agricoltura. Accelera la distruzione del madrepora oculata, una specie di corallo distrutto da pesca a strascico e cambiamento climatico. Per il Wwf negli ultimi 50 anni è ridotto di più dell’80%. Il rischio di estinzione è quindi molto concreto. Il bradipo pigmeo, scoperto nel 2001, vive tra le mangrovie della piccola isola di Escudo de Veraguas a Panama. La sua sorte dipende strettamente dalla distruzione del suo habitat. L’ara golablu, un grande pappagallo, è a rischio per una delle sua principali caratteristiche: la socialità. I piccoli vengono catturati dai nidi per essere venduti come animali da compagnia. Oggi ne restano meno di 250 esemplari che vivono nelle foreste della Bolivia, già minacciate dalla distruzione. Un po’ di ottimismo per i 200 cavalli di Przewalski in Mongolia, una specie antichissima, tanto da essere rappresentata nei dipinti paleolitici delle grotte di Italia, Spagna e Francia. Scomparsa dall’Europa a causa della caccia per le pelli e la carne, questa specie sta lentamente ritornando nelle praterie dell’Asia grazie a progetti di riproduzione avviati in alcuni zoo.


In Italia a rischio l’orso buono


Anche l’Italia ha le sue emergenze. Nei nostri cieli volano solo una decine di coppie di gipeto e 40 coppie di aquila del Bonelli. C’è l’orso marsicano, specie ostile ai conflitti con l’uomo, ma minacciato da malattie, bracconaggio e dalle attività umane che distruggono il suo habitat. Ne restano meno di 50 esemplari, tra cui pochissime femmine riproduttive, salvate dal Parco nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise. Va peggio in Sicilia ai 30 abeti delle Nebrodi, una testimonianza dell’ultima glaciazione. La specie arborea oggi esiste solo sulle Madonie, spesso minacciate dagli incendi dolosi. Non mancano i rettili: la lucertola delle Eolie è adatta a vivere solo su alcuni scogli di queste isole del Tirreno. Il Wwf ne stima meno di 1.000 esemplari. 


Perse cinque specie


Il Wwf ricorda alcune specie simbolo della capacità distruttiva dell’uomo: il lupo della Tasmania, lo stambecco dei Pirenei, la tigre caucasica, il rinoceronte nero dell’Africa occidentale, il leopardo di Zanzibar. Specie estinte per colpa del bracconaggio, del prelievo intensivo o dalla distruzione degli habitat. Secondo il WWF, solo dal 1970 al 2012 l’uomo ha determinato il calo del 58% dell’abbondanza delle popolazioni di vertebrati terrestri e marini. Si stima che le attività umane abbiano accelerato di 1.000 volte il normale tasso di estinzione delle specie sulla Terra.