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Intelligenza artificiale, una consultazione pubblica

Si chiuderà a fine mese la consultazione lanciata dal ministero dello Sviluppo economico per l’elaborazione di un piano di sviluppo digitale e tecnologico per l’Italia

Scadrà il 31 ottobre la consultazione pubblica lanciata dal ministero dello Sviluppo economico sulla Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale. Elaborato sulla base delle proposte arrivate da un gruppo di esperti selezionato dal dicastero guidato da Stefano Patuanelli, il testo punta a delineare un piano coerente per consentire all’Italia di massimizzare e cogliere i benefici della trasformazione digitale e tecnologica.
“La sfida dell'intelligenza artificiale è di fronte a noi. Capace di cambiare il modo di lavorare delle nostre imprese, delle nostre amministrazioni, avrà larghi impatti nella nostra vita di cittadini. Per questo c'è bisogno di un approccio olistico, capace di guardare ai diversi aspetti e alle diverse implicazioni della tecnologia”, ha commentato il sottosegretario Gian Paolo Manzella. “Questa strategia, attenta alla dimensione europea e internazionale, si basa sul lavoro degli esperti selezionati dal Mise che hanno lavorato nei mesi scorsi ed è la base su cui ascoltare altri contributi che verranno durante la consultazione. Sono convinto – ha concluso – che da questo confronto uscirà una strategia di primario livello”.
Consapevole delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, la strategia punta a rafforzare il contributo dell’intelligenza artificiale in sette ambiti di intervento: industria e manifattura, agroalimentare, cultura e turismo, salute e benessere, ambiente infrastrutture e reti, città intelligenti, pubblica amministrazione. L’adozione della tecnologia dovrà tuttavia rimanere coerente con i diritti e le prerogative dei cittadini, protagonisti a volte inconsapevoli di uno scenario già popolato da dispositivi di intelligenza artificiale. “Già oggi l’intelligenza artificiale è nelle nostre vite. Gli assistenti vocali, le raccomandazioni di acquisto basate sulle nostre scelte recenti, gli algoritmi di ricerca sul web, i traduttori online, i sistemi di riconoscimento di targhe dei veicoli – si legge nella strategia – ne sono solo alcune delle applicazioni più evidenti”. Altri risultano meno visibili e altri ancora saranno sviluppati in futuro. Ecco perché è fondamentale che l’adozione della tecnologia venga accompagnata da un approccio trasparente che garantisca la tutela dei diritti dei cittadini.

Regole certe e condivise
La strategia punta in particolare sull’adozione di regole chiare e condivise, nonché sulla promozione di iniziative di formazione e sensibilizzazione che possano consentire a tutti di approcciarsi all’intelligenza artificiale senza timori o preoccupazioni di sorta. Uno degli obiettivi della strategia, in questo ambito, è proprio quello di “promuovere un approccio da parte dei fornitori di tecnologie di intelligenza artificiale basato non solo sul principio ethics by design, ma anche trustworthiness by governance, in grado di assicurare l’affidabilità nell’intero ciclo del prodotto di intelligenza artificiale, sia che si tratti di sistemi statici, che una volta addestrati sono deterministici nella loro fase esecutiva, sia ancor di più che si tratti di sistemi ad apprendimento ed evoluzione continua”.
Particolare attenzione, in un contesto che notoriamente non conosce confini nazionali, è posta sulla necessità di adottare un quadro regolamentare valido almeno a livello europeo. “È necessario stabilire un insieme di regole, da sviluppare in ambito europeo, che garantiscano un’intelligenza artificiale a misura di cittadino, minimizzando rischi di discriminazione o di errore, assicurando un livello adeguato di trasparenza a beneficio dei consumatori, prevedendo una chiara attribuzione delle responsabilità in caso di errori o guasti”, si legge nel testo posto in pubblica consultazione. “Oltre a questo quadro regolatorio comune a livello europeo, è essenziale – prosegue – garantire sul piano nazionale una sua applicazione rigorosa, a tutela di cittadini e imprese”. Una visione non europea non casuale, visto che pare legarsi anche alla ripartenza dopo l’emergenza coronavirus. "La strategia italiana all’intelligenza artificiale segna la via su cui si muoverà la competitività e la trasformazione digitale delle nostre imprese nel prossimo futuro. Una visione innovativa che avrà ancora più forza grazie alle risorse del Recovery Fund, strumento decisivo per effettuare il cambio di paradigma dei processi produttivi”, ha commentato il sottosegretario Mirella Liuzzi.