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Le imprese che operano in collaborazione tra loro si mostrano più ricettive sui temi della responsabilità sociale e 9 su 10 investono in cultura, ambiente, rapporti con il territorio e benessere dei dipendenti. Un trend che si annuncia in ulteriore crescita nei prossimi anni

L’anno in corso sta portando risultati migliori del previsto nelle esportazioni italiane, trainate da una crescita accelerata del commercio globale. La ragione risiede nella buona ripartenza dell’economia, sostenuta da una ritrovata fiducia di aziende e consumatori, e nelle misure di sostegno messe in atto. I migliori risultati per beni di investimento e agricoltura

L’ottimismo c’è, le buone intenzioni anche, ma guardando ai primi dati del 2021 pubblicati da Banca d’Italia, la situazione non è ancora migliorata significativamente rispetto al 2020. Secondo gli analisti di Deloitte, aziende e operatori turistici devono guardare al futuro e spingere sulla digital transformation, anche grazie alle risorse del Next Generation EU

Una ricerca promossa dal Laboratorio Rise dell’Università di Brescia evidenzia come la trasformazione digitale sia tema sentito dalle aziende, che si stanno appoggiando in particolare al piano di incentivi Transizione 4.0 per l’implementazione di processi innovativi. Ferma restando la necessità di affiancamento strategico, le risorse umane sembrano rappresentare il primo limite alla piena adozione delle nuove tecnologie

Pur in un contesto di difficoltà, 4 aziende su 10 hanno continuato a guardare avanti anche nel corso del 2020 e a prepararsi per affrontare la ripresa puntando sull’innovazione, in particolare negli ambiti Ict e ricerca e sviluppo

Complice l’impatto della pandemia sul mercato di settore, nel 2020 l’esportazione di cibi e bevande italiane ha superato la quota delle importazioni. Per continuare a mantenere la bilancia favorevole è necessario puntare sull’utilizzo della tecnologia nella filiera, ambito su cui chiedere il supporto del Next Generation Eu

Al trend complessivamente sfavorevole dell’occupazione delle donne contribuisce anche il calo del numero delle imprenditrici. Dopo sei anni di crescita, il 2020 si è chiuso con un saldo negativo di quasi 4000 aziende, concentrate soprattutto nei settori più esposti alla pandemia

La politica dei ristori, adottata a sostegno delle aziende che hanno sofferto la sospensione delle attività a causa della pandemia, ha inciso pochissimo sulle possibilità di sopravvivenza di un tessuto produttivo fatto di micro e piccole realtà. Per sostenere la ripartenza è necessario che anche questi soggetti economici possano tornare quanto prima nelle condizioni di operare e garantire lavoro ai propri dipendenti

Le imprese della zona euro segnano una fase di espansione che dura da sette mesi, ma devono fare i conti con problemi di approvvigionamento dall’Asia e con i consumi che non ripartono. Se fino a oggi il manifatturiero ha in parte compensato le difficoltà del terziario, il rischio è che un prolungamento della crisi sanitaria arrivi a frenare definitivamente anche la produzione

I clan sono stati molto attivi durante l’ultimo anno e hanno sfruttato le opportunità per infiltrarsi in nuovi business. Secondo il rapporto delle associazioni Libera e Lavialibera, la debolezza delle imprese italiane colpite dalla crisi potrà dare ulteriore forza alle organizzazioni criminali

Il Covid è stato vissuto come un’emergenza anche nel settore dei trasporti e stoccaggio, sofferente da un lato per le chiusure e dall’altro per dover garantire risposte rapide ad ambiti strategici, quali sanità e alimentare, e alla crescita dell’e-commerce. L’esperienza è stata utile per individuare le aree di sviluppo del business sulle quali lavorare da subito