ARTICOLI

Menu: WELFARE

Quasi 18 milioni di prestazioni, 1,3 milioni quelle liquidate lo scorso anno. La spesa complessiva dell’istituto ammonta a più di 218 miliardi di euro: l’importo medio dei trattamenti di vecchiaia si attesta a 1.285 euro al mese, ma più della metà degli assegni previdenziali non va oltre la soglia dei 750 euro

È il traguardo a cui potrà aspirare, secondo un rapporto dell’istituto, chi inizia adesso a lavorare in Italia. Sarà una delle soglie più alte al mondo, eppure la spesa pensionistica continuerà a mettere sotto pressione le finanze dello Stato

Cergas Sda Bocconi e Università di Firenze analizzano la sanità prima del Covid e durante la pandemia, e su questa base hanno creato un’agenda delle priorità per il futuro delle politiche sanitarie. Le esperienze positive sono best-practice da rendere strutturali per un servizio più efficiente e integrato sul territorio

Il Governo è orientato a varare un regime transitorio che consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi. Confermate ape social e opzione donna, ma i sindacati chiedono uno sforzo in più

L’indagine conoscitiva delle commissioni parlamentari propone modifiche alla tassazione degli strumenti di previdenza complementare: via il sistema ETT e introduzione di un regime che tassa unicamente la prestazione finale. Le voci critiche, però non mancano

Nel mirino finiscono anche opzione donna e pensioni di reversibilità: solo così, secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione, sarà possibile contenere la spesa pensionistica e ridurre il peso del debito pubblico

L'ultima edizione dell'osservatorio sull'innovazione digitale in sanità fotografa la crescita della telemedicina nei mesi della pandemia: +20% durante l'emergenza sanitaria. Medici e pazienti sperano ora che il ricorso a questi strumenti possa proseguire anche in futuro

Con l’annunciata fine dell’esperimento di quota 100, si apre il dibattito su un possibile intervento legislativo che possa garantire stabilità dei conti pubblici e, allo stesso tempo, flessibilità per i lavoratori in uscita: in discussione una possibile convergenza su quota 102 e quota 41