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L’impatto del Covid-19 sulle imprese italiane sarà pesante nel 2020, ma recuperabile l’anno prossimo nel caso si riesca a bloccare l’epidemia entro il prossimo maggio. Molto più grave lo scenario nell’ipotesi di un blocco sociale ed economico che arrivi fino a fine anno

Il calcolo è stato realizzato da Unioncamere sulla base di proiezioni riguardanti la prima zona rossa e i riflessi attesi su turismo e calo dell’export. Più colpite dalle perdite economiche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni che sono il motore economico del paese

In una nota diffusa, l’associazione dei Confidi sottolinea l’importanza di dare sostegno alle crisi di liquidità delle MPMI e di adottare misure, tra cui l’allentamento dei vincoli europei, per favorire la ripartenza post epidemia da Covid-19

Secondo l’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, è bene che i decisori politici abbiano messo nel mirino i principi dell’Agenda 2030. Ma manca un reale coordinamento, soprattutto per le misure di economia circolare

L’avvitamento dell’economia è preoccupante. Un ambiente negativo, con il Pil in discesa, ci espone a shock macroeconomici difficili da sopportare. Eppure, ricorda l’Ocse, le aziende resilienti ci sono ma le riforme strutturali devono far emergere dalla mediocrità anche quelle meno evolute

Prosegue il percorso di razionalizzazione e digitalizzazione del settore pubblico, a partire dall’organizzazione territoriale fino ai processi amministrativi e sanitari. Una spinta potrebbe venire dalle nuove risorse che entreranno con lo sblocco del turnover

Una moderata crescita del Pil, un settore bancario tutto sommato solido, assicurazioni in salute, rischi legati all’incertezza globale e all’andamento dell’attività economica dei nostri principali partner europei. Bankitalia fa il punto in vista della fine dell’anno

Il quadro congiunturale globale è caratterizzato da un’incertezza diffusa che rischia di riflettersi sulle industrie italiane e sul mercato del lavoro

Amore per il contante, bene le riserve assicurative e fuga dai Bot. Gli investimenti per realizzare infrastrutture sono considerati utili e rischiosi, ma il 35% dei clienti private investirebbe in opere strategiche per il futuro del Paese

Se da un lato è vero che la spesa dello Stato, a certe condizioni e anche in deficit, spingerebbe l’economia, dall’altro l’Italia ha dato prova di scarsissima affidabilità e arretratezza nella realizzazione di infrastrutture cruciali per la crescita del Paese

I nuovi dati di Istat su conti pubblici e andamento dell'economia reale mostrano un primo semestre 2019 tra luci e ombre. Bankitalia intanto mette in guardia il Paese e la zona euro dai rischi che gravano sul Vecchio Continente