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Salute e famiglia: gli italiani tornano ottimisti

Un’indagine Doxa prevede un 2018 positivo, nonostante i timori per la crisi economica. Fermi i consumi, ma non per cibo, viaggi, vacanze e spese mediche

Un timido ritorno dell’ottimismo. Doxa traccia la fiducia degli italiani nel nuovo anno. Lo fa attraverso un’indagine elaborata per conto di Findomestic. L’obiettivo delle domande era conoscere l’opinione sulla propria situazione personale e su quella del Paese. Il primo dato mostra una vera spaccatura sulla percezione della ripresa in Italia. Le previsioni Ocse che vedono una crescita del Pil dell’1,5% nel 2018, non sembrano convincere gli italiani. Il 40% del campione ritiene che in Italia sia in atto una ripresa economica ma un altro 39% non vede cambiamenti rilevanti. Anzi, per quasi un italiano su sei (il 17%) è persino in atto un peggioramento, anche se nel 2016 lo stesso dato era superiore di ben 10 punti percentuali. Calano anche i pessimisti sul futuro del Paese: erano il 37% degli italiani nel 2016, mentre ora sono il 23%, anche se dei 14 punti percentuali di differenza solo sei hanno rafforzato gli ottimisti, che passato dal 28% al 34% in un anno, mentre i restanti otto sono dei “moderatamente pessimisti” (dal 32% al 40% degli italiani). 

Più salute e meno carriera

L’augurio per il nuovo anno è un Paese in crescita, con una riduzione della disoccupazione e un rinnovo della classe politica in vista delle prossime elezioni del 4 marzo. Ma l’incubo della crisi non smette di turbare la metà degli italiani (il 52%), mentre più di un italiano su tre (il 36%) teme l’instabilità politica nazionale e l’aumento dell’immigrazione. Pensando alla propria situazione personale, un italiano su due prevede un 2018 positivo, un dato decisamente positivo rispetto al 35% di aprile 2016. In particolare, gli italiani sperano in un miglioramento della salute (per il 59% degli intervistati, soprattutto donne), degli affetti e famiglia (43%). Il 41% del campione si augura di riuscire a risparmiare nel nuovo anno mentre il 36% vorrebbe avere più denaro da spendere. Interessa meno la carriera. Solo il 19% vorrebbe maggiore stabilità lavorativa, il 10% si augura di far carriera e il 9% vorrebbe cambiare lavoro. Infine, ancora reduci da pranzi e cene delle festività, gli italiani si sentono piuttosto appesantiti. Per un 2018 da ricordare, un terzo degli intervistati punta al recupero della forma fisica. 

Consumi fermi

Il ritorno dell’ottimismo non dovrebbe impattare sui consumi, anche se gli intervistati prevedono una spesa più alta per i prodotti alimentari, viaggi e vacanze, e spese mediche. Quasi 7 italiani su 10 non credono che i consumi nel 2018 cambieranno (68%, in deciso aumento rispetto al 49% di un anno e mezzo fa). Allo stesso tempo calano sensibilmente gli italiani che prevedono di spendere di più (l’8%, contro il 17% del 2016), mentre il 17% pensa di ridurli (erano il 31% ad aprile 2016).